Il concordato preventivo biennale 2026-2027 si prepara a cambiare volto, con un calendario rivisto e nuovi vantaggi per le partite Iva chiamate a rinnovare l’opzione dopo il primo biennio. L’intervento, anticipato dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, punta a rafforzare l’attrattività dello strumento nell’ambito della riforma fiscale. Tra le principali novità spicca lo slittamento del termine di adesione dal 30 settembre al 31 ottobre, in linea con le scadenze dichiarative. Di conseguenza, anche il rilascio del software per la proposta slitta dal 15 aprile al 15 maggio. Sul piano degli incentivi, si fanno strada i cosiddetti “premi fedeltà” per chi conferma l’adesione: aumento delle soglie per il visto di conformità e semplificazioni sui rimborsi Iva, insieme al taglio dei termini di accertamento e allo stop agli interessi sulle rate. Allo studio anche un’uscita “soft” dal concordato, alla luce del contesto economico segnato da tensioni geopolitiche ed energetiche. Nel complesso, la revisione mira a rendere più flessibile e conveniente il rapporto tra Fisco e contribuenti.