I messaggi digitali su WhatsApp hanno valore di prova nei processi civili, potendo essere classificati tra le prove documentali conosciute dal nostro ordinamento tramite una qualificazione nei termini di riproduzione informatica. In pratica, i messaggi WhatsApp sono da considerare documenti elettronici in quanto rappresentano atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti e, pur non essendo firmati, rientrano nel novero delle riproduzioni informatiche di cui all’art. 2712 c.c, rivestendo piena efficacia probatoria sempreché la parte contro cui vengono prodotti non disconosca la conformità ai fatti rappresentati (Cassazione n.1254/2025)