In tema di esercizi di ristorazione, ai fini della determinazione del fatturato, l’Agenzia delle Entrate può ricorrere al parametro presuntivo delle bottiglie di acqua e vino servite ai clienti. Di conseguenza, per la Suprema corte anche l’utilizzo del criterio del cosiddetto “bottigliometro” da parte dell’amministrazione finanziaria risulta pienamente legittimo come base per fondare l’accertamento.