Con la Risposta n. 26 del 10 febbraio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le somme percepite indebitamente dal contribuente (e successivamente restituite) concorrono comunque al computo del limite di 85.000 euro. Tale superamento determina la fuoriuscita dal regime forfetario a partire dall’anno successivo. Il principio ribadito è quello di “cassa puro”: ogni somma entrata nella disponibilità giuridica del professionista o imprenditore rileva ai fini della permanenza nel regime agevolato, indipendentemente dalla natura dell’incasso.